Il Deflusso Minimo Vitale
COSA SI INTENDE PER DMV?
Per Deflusso Minimo Vitale (generalmente indicato con DMV) si intende quel quantitativo di acqua rilasciata da una qualsiasi opera di captazione sull'asta di un corso d'acqua, in grado di garantirne la naturale integrità ecologica, con particolare riferimento alla tutela della vita acquatica. Il concetto di Deflusso Minimo Vitale deve essere considerato quindi come portata residua relativamente ad un utilizzo umano della risorsa, e non ha niente a che vedere con il regime naturale di un fiume, che può prevedere anche periodi di magra o di asciutta per sua stessa natura. Concettualmente il DMV dovrebbe essere in grado di permettere, a breve e a lungo termine, la salvaguardia della normale struttura naturale dell’alveo e, di conseguenza, la presenza di una biocenosi che corrisponda alle condizioni naturali.
INQUADRAMENTO NORMATIVO
In Italia per la prima volta ne parla la legge 18 maggio 1989 n. 183 che reca norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo, ove all'art. 3 comma 1 dispone che "le attività di programmazione, di pianificazione e di attuazione degli interventi destinati a realizzare le finalità indicate all'articolo 1 curano in particolare ...la razionale utilizzazione delle risorse idriche superficiali e profonde, con una efficiente rete idraulica, irrigua ed idrica, garantendo, comunque, che l'insieme delle derivazioni non pregiudichi il minimo deflusso costante vitale negli alvei sottesi nonché la polizia delle acque". Ad oggi i principi del DMV sono contenuti nel decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 recante norme in materia ambientale; gli Enti competenti per la determinazione del calcolo DMV sono le Autorità di Bacino (a presto riunite in Distretti Idrografici).
METODI PER IL CALCOLO DEL DMV
La determinazione del DMV può essere eseguita, fondamentalmente, secondo due grandi "famiglie" di metodi che si distinguono di base per i principi di calcolo: si distinguono infatti Metodi Idrologici e Metodi Biologici. Per una visione d'insieme dei metodi di calcolo, si suggerisce di scaricare il file sottostante a cura del Politecnico di Milano, che riporta una schematica rassegna dei vari metodi di calcolo del DMV DMV_PolitecnicoMilano.pdf. Infine, per maggiori approfondimenti dei metodi di calcolo si rimanda alle sezioni dedicate.
RAPPORTO CON I PASSAGGI PER PESCI
Il DMV è un concetto (ed uno strumento) strettamente collegato con la progettazione dei passaggi artificiali per pesci: nella maggior parte dei casi infatti si vanno a realizzare passaggi per pesci su opere di derivazione idrica (dighe, traverse idroelettriche ed irrigue, ecc.), pertanto si deve mettere in relazione il passaggio per pesci con la portata rilasciata, costituente appunto il DMV stesso. Naturalmente questo non succede nel caso in cui il passaggio per pesci viene realizzato su un ostacolo costituito da un'opera di semplice sistemazione dell'alveo come una briglia o una soglia, dal momento che non vi sono portate derivate e le portate naturali defluiscono totalmente presso quella sezione idraulica. Tornando al caso di opere di derivazione, generalmente è buona regola che il sistema per la risalita dei pesci sia in parte o completamente alimentato col DMV rilasciato, in modo che sia sempre soddisfatta la condizione di funzionamento idraulico del passaggio artificiale. In sostanza, in presenza di una derivazione idrica, si dovrebbe progettare il passaggio artificale in modo che la prima portata defluente in alveo transiti nel passaggio per pesci, finchè, soddisfatta la condizione di pieno rilascio del DMV, sarà possibile alimentare l'opera di presa: è perciò fondamentale un'accurato studio dei livelli di sfioro di ogni singola opera, del posizionamento di paratoie ed organi di regolazione nonchè un accurato piano di gestione dei livelli.




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